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Il Settecento, un secolo nel segno della Ragione II XVIII secolo segna un cambiamento radicale nella storia sociale, economica ed artistica d'Europa.



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Una relativa stabilità politica favorisce la diffusione della cultura: gli artisti, i letterati, i filosofi utilizzano un linguaggio comune, anche grazie ai frequenti viaggi tra le capitali europee.

Sono decenni di grandi trasformazioni: l'industria progredisce con ritmo incalzante, per effetto della Rivoluzione industriale; l'uomo, attraverso una serie di innovazioni e scoperte, vuole migliorare le condizioni di vita.

In tutti i settori (letteratura, filosofia, politica, scienze, arte) si afferma il pensiero illuminista: le teorie non devono essere basate su dogmi ma sulla dimostrazione razionale dei fenomeni. La realtà, dunque, viene analizzata con metodo sperimentale e si afferma l'esigenza di un controllo da parte della ragione sull'immaginazione.

Emerge così una figura nuova di intellettuale, attento ai temi del presente e impegnato a tradurre concretamente le conoscenze acquisite e le nuove idee: ne è testimonianza la pubblicazione a Parigi, nel 1751, dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alem-bert.

In essa le nozioni tecniche e scientifiche, al pari delle questioni di estetica, divengono parte di un insieme organizzato delle conoscenze.



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