Arte

L'arte romanica si sviluppa lungo le vie dei pellegrinaggi (verso Roma, Santiago de Compostela in Spagna, Gerusalemme) o lungo le strade che collegano i grandi mercati internazionali.



Così artisti latini, bizantini, arabi, viaggiando tra diverse città, lasciano testimonianze delle loro opere e acquisiscono nuove conoscenze.

Per questo motivo l'arte romanica presenta caratteri tecnici e stilistici comuni anche in aree lontane tra loro; essa, tuttavia, mantiene una grande varietà espressiva da luogo a luogo, a seconda delle tradizioni locali, delle esperienze di vita, delle leggende.

Nelle città e nei borghi si costruiscono nuove chiese: le principali svettano sull'abitato, così che il viaggiatore possa vederle da lontano. In esse si riconosce la comunità: proprio qui si prendono le più importanti decisioni che riguardano la vita comune.

Il termine romanico può assumere due diversi significati: arte legata alla formazione delle lingue romanze, che, unendo il latino alle parlate locali, danno origine alle lingue oggi in uso in Europa (francese, italiano, spagnolo, ecc.); arte che recupera elementi stilistici dell'arte romana (archi a tutto sesto, pilastri, colonne, volte), mescolandoli a influssi barbari, bizantini, arabi.

L'arte romanica è strettamente legata al mondo culturale e figurativo del Cristianesimo: gli edifici più rappresentativi sono, infatti, le chiese, all'interno delle quali innumerevoli sculture e affreschi esortano alla fede. Le narrazioni sono semplici ed essenziali, le figure sono poco realistiche, se non approssimative e talvolta deformate.

Ma lo scopo dell'arte medievale non è quello di rappresentare in modo fedele la realtà, né quello di realizzare un ideale di bellezza basato sull'armonia e sulla proporzione delle forme. Tutto questo non ha importanza per l'artista romanico: il suo lavoro ha scopo divulgativo e la semplicità delle immagini, al pari delle semplici parabole evangeliche, è funzionale alla loro comprensione.



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