Giotto da

Giotto da Bondone (1267 ca.-1337) prosegue il percorso intrapreso da Cimabue, soffermandosi su una rappresentazione più fedele della realtà.



...

Raffigura i santi come uomini, privandoli degli attributi più apertamente! simbolici; arricchisce i suoi personaggi di una forte espressività, che sembra tradursi in una volontà di azione. Giotto si fa così interprete del nuovo spirito! della Firenze tra Due e Trecento, in cui; ricchi mercanti, imprenditori e finanzieri vivono i valori religiosi in una dimensione più laica, più 'umanistica'.

Cresciuto nel ricco e stimolante ambiente fiorentino, Giotto matura la sua; esperienza artistica a Roma; qui dona alle sue figure compostezza classica e un chiaroscuro più morbido e sfumato. Forse da Roma si reca ad Assisi, per affrescare le Storie di San Francesco! nella Basilica superiore. Qui abolisce il fondo dorato e il cielo diviene d'un azzurro luminoso e intenso.

Con Giotto lo spazio è rappresentato in modo tridimensionale, grazie all'uso della prospettiva 'intuitiva' e all’indivduazione dei piani in luce e in ombra degli edifici. Ricco e stimato lavora poi a Napoli di nuovo a Firenze e a Padova, compie il suo capolavoro: il ciclo affreschi nella Cappella degli Scrovegni.



...